Dietro le quinte

Scenografa della mia vita, dipingo i miei quadri e fondali, con tinte delicate o fosche, dipende dal suo scorrere. In punta di piedi o con zoccoli rumorosi, calco la mia scena, senza temere scivoloni, che  il palco è il mio.

Succede alle volte, molto spesso si chiama amicizia, che mi trovi dietro le quinte di altro teatro, non il mio: guardo, esploro e non è lo stesso che fare la spettatrice, no;  se si resta dietro alle quinte ci si sente un po’ partecipi e viene voglia di salire sul palco alle volte a raddrizzare qualche quinta storta, a spostare i personaggi, allontanarne qualcuno, avvicinarne altri.
Vien voglia di spostare la scena seguendo la propria indole e passione, dimenticando che quel teatro non è il mio.

Allora mi fermo, rifletto, mi allontano dalla scena sebbene sia stata invitata e mi metto seduta sulla sabbia dorata di un lato del mio palco, quello dedicato al riposo e a me stessa. Dormo, leggo, vuoto la mente e mi occupo solo di me.

Perché non sia mai detto che abbia fatto io il regista della vita di altri da me.

Chiara

3 pensieri su “Dietro le quinte

  1. beh in fondo lo diceva anche il vecchio bardo, la vita è un palcoscenico e tutti noi non siamo che attori…

    (però shhhh io ho scoperto cosa c’è davvero dietro le quinte…. le seste!)

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