Il Saio ( Chiara e Francesco)

 

Avea lunghi capelli d’oro
avvolti in riccioli ribelli,
scendean come marea sulle sue spalle
brillando come fiamma nella notte.

Lo sguardo rilucea come favilla
sì limpido e disceso dal suo cuore,
chè Chiara le era stato dato a nome
e mai più veritier s’era udito prima.

La giovane fanciulla passeggiava
di rosso porpora il vestito
com’era usanza allor dei suoi bei tempi
accompagnando ancelle a dir favella.

Di lungi la rimirava in viso
un giovane fanciullo assai discreto
con l’animo sì pur come un agnello
assai ricco di famiglia e ben vestito.

Francesco era il suo nome conosciuto
e il padre venditore di tessuti,
mercante agiato e assai temuto
in mezzo al popol passo tenea fiero.

Un dì lei lo incontrò sul suo cammino,
lui fece del suo ardir farle saluto,
per lungi in strada stettero vicini
ma più che le parol fecero i cuori.

Avean nella ragion simil intento
e stessi gli interessi nella vita,
le piante, gli animali e la beltade,
ed ori e ricchezze gli eran invise .

Nel lor sorriso Chiara e Francesco
nascondean timori e timidezza
ed eran luna e stelle e sol d’Estate
amor sì intenso a far carezze.

Accadde ora un dì ed era Inverno,
la mente di Francesco ed il cuore esplose
e ciò che lui pativa nel profondo,
neppur lui seppe come, ne uscì fuori.

Sentiva crescer senso di umiltade
e vesti lui stracciò sulla sua strada;
rimase ignudo, solo col destino
abbandonati casa, tetto ed ori.

Lo videro nel bosco solitario
là dove lui depose sua dimora,
e sol un saio e sandali di cuoio
e a desco bacche e mirto e caritade.

Sua madre sol lo sollevava
dal barbaro giudizio della gente
che volle vider solo la pazzia,
agli occhi lor celata sacertà.

Francesco professava sol silenzio,
digiuno, caritade e la bontà;
e a lui si uniron presto delle genti
ed insieme a lor fu Chiara a far da guida.

La vennero a riprendere i parenti
le grida laceranti udite in cielo,
ma lei ristesse ferma ed assai decisa
a viver vita accanto al suo Francesco.

Ognor diviser fame e la preghiera
per letto avean la terra e in ciel le stelle,
coperta era la fede nel Signore,
sì libero era il cuor e l’anim lieto.

Ma venne il tempo triste, cupo e nero,
che stanco ormai Francesco della vita,
la terra lo nascose tra i suoi sassi
e spirto s’involò alfin in cielo.

Le lacrime versate furon molte
ma ancor più fece la letizia
di aver avuto accanto il suo sorriso,
e il tenero respiro dei suoi occhi.

Or anni son passati da quel tempo
e resta ognor memoria e conoscenza
di uomo santo e buono e la sua gente
che scalza ancora vaga per il mondo.

Assisi è la sua casa e la sua Chiesa
e là entro a una teca ho ravvisato
due sai vicini accanto, stretti, uniti
di Chiara e di Francesco lor vestiti.

Sì forte era il potere di quei sai
che entro al cuor conservo lor memoria
di amor che abbraccia tutto l’Universo
di uomo e donna amanti nella Fede.

Chiara

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2 pensieri su “Il Saio ( Chiara e Francesco)

  1. Pingback: L’amore, quello vero. | squarcidisilenzio
  2. L’ha ribloggato su squarcidisilenzioe ha commentato:

    San Francesco d’Assisi è testimonianza di vita. Mi piace ricondividere questo mio scritto, imperfetto nella sua immediatezza, scritto 4 anni fa dopo un soggiorno ad Assisi, terra suggestiva e dispensatrice di serenità. Così come lo è la figura dei due Santi.

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