Un lento spogliarsi ( riflessioni)

Molto spesso mi domando come sarebbe la mia vita senza il culto che ho di pormi e porre domande.

Non sono mai questioni vitali, o filosofiche. Nulla a che vedere con la fine del mondo o la vita oltre la vita: quelle verranno poi.

Questo è il momento dei passi avanti,distesi mai affrettati; per la fretta c’è stato il tempo dell’adolescenza, quello dell’incertezza spudorata, che non poneva domande perché non avrebbe avuto tempo di attendere risposte.

Ora è invece quel tempo: il tempo del comprendere.

Porre domande è come fare l’amore, spogliare lentamente l’altro dai vestiti delle convenzioni, delle abitudini, da maschere di finzione.

Porre domande predispone un cammino, un crescendo di intimità oltre il quale proseguire con delicatezza ed attenzione, senza mai valicare confini e bastioni che l’animo pone. Se non vi è delicatezza ed attenzione, le domande diventano mera curiosità e terminano la loro vita nell’attimo in cui sono state generate.

Senza domande si inaridisce la vita, si resta inchiodati nelle proprie convinzioni.

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